WORKSHOP DEL CONVEGNO

A.M.P.R.A.

 

Diego Frigoli

La meditazione ecobiopsicologica

 

 

Attraverso uno studio attento delle relazioni fra l’“infrarosso” (il mondo istintuale/corporeo) e l’”ultravioletto” (il mondo psichico e spirituale) verrà presentato l’approccio ecobiopsicologico allo stato di mag, modalità di trance attiva descritta dagli antichi zoroastrei per indicare quella condizione “intermedia” della coscienza in grado di accedere in modo guidato al territorio dell’immaginale descritto da H. Corbin e dagli alchimisti. La conoscenza di questo “stato intermedio” permette ai terapeuti di “collocarsi” nella terapia in modo efficace, portando il paziente a sperimentare quel “logos” dell’immaginazione che favorisce la cura e il processo di individuazione.

 

 

 

Padre Antonio Gentili

Valenze psico-fisiche e aperture spirituali della pratica meditativa

 

 

Succinta esposizione del tema ed esercizio meditativo. L’incontro approfondirà l’impatto che la pratica meditativa sortisce a livello psicosomatico, per poi illustrare il luogo che la meditazione occupa nell’esperienza spirituale.

 

 

 

Wolfgang Ullrich

Coltivare la consapevolezza nell’incontro con l’altro autostima e comunicazione

 

 

Autostima e comunicazione come chiavi per modellare la propria esistenza, attraverso l’aumento della consapevolezza di entrambe.

L’autostima di ognuno di noi è un fenomeno che cresce e viene costruito nell’ambito delle relazioni intersoggettive. Il suo sviluppo richiede una forma di comunicazione e una forma di vita integrata in cui le persone possano contare sul reciproco riconoscimento del proprio valore e della propria autonomia. Queste condizioni dello scambio comunicativo permettono ai partecipanti del dialogo di immedesimarsi nella prospettiva dell’altro e così sviluppare il lato etico ed esistenziale della propria individualità.

Lo sviluppo dell’autostima è la chiave di ogni cambiamento perché rappresenta l’anello tra la forma dello scambio intersoggettivo e la formazione della propria identità.

L’individualità si costruisce attraverso le scelte infinite che ognuno di noi ha nella sua storia personale e attraverso l’espressione dei propri pensieri, emozioni, sensazioni nel linguaggio, nel contesto del dialogo con gli altri.

Per sviluppare entrambi questi aspetti abbiamo bisogno dello sguardo dell’altro su di noi e perciò dobbiamo immedesimarci nella sua prospettiva, senza la quale non c’è consapevolezza di noi stessi.

 

 

 

Lorenzo Pierobon

L’albero che canta tra cielo e terra

 

 

La voce è universalmente riconosciuta come strumento di espressione, comunicazione e relazione. Un viaggio attraverso ququesto affascinante e misterioso strumento, fatto di analisi, considerazioni, scoperte , suggerimenti ed indicazioni per coconsiderarla da un nuovo punto di vista. Questa visione suggerisce un percorso per trasformare la voce in un formidabile ststrumento terapeutico di indagine personale e di crescita interiore, consentendo così una più autentica e profonda espressione del Sé. Un workshop esperienziale che utilizza la voce come mezzo per un viaggio nell'universo del susuoono e della vibrazione.

 

 

Luciano Marchino

La forza e la grazia. Dalla Bioenergetica alla Biosofia

 

 

“ La pratica meditativa è relativamente nuova per il mondo occidentale. Attuata in un lontano passato da uno sparuto drappello di mistici cristiani è stato ,da sempre, guardato con sospetto dalle gerarchie religiose e, laddove possibile, indicato come uno strumento in odore di eresia. La riscoperta della centralità dei processi introspettivi è quindi al tempo stesso necessaria e pacificamente, ma radicalmente, rivoluzionaria. Essa si affianca oggi alle più medicalizzate pratiche psicoterapiche come strumento prezioso e, voglio sperare, sempre meno eludibile. Addestrati ad identificare il Sé coi soli processi cerebrali gli psicologi italiani si stanno arrendendo all’evidenza, validamente sorretta dai recenti progressi delle neuroscienze, dell’interezza degli esseri umani e della inscindibilità della relazione mente/corpo che vede quest’ultimo irrompere anche nel campo dei processi emozionali e cognitivi e del farsi della coscienza”.

 

 

 

Riccardo Zerbetto

La meditazione interpersonale nell’insegnamento di Claudio Naranjo

 

 

La meditazione interpersonale, introdotta da Claudio Naranjo, a partire dagli anno ’60, rappresenta una innovazione rivoluzionaria nel panorama delle pratiche meditative unite al lavoro psicologico sulla dinamica delle relazioni. Le prime, specie nella tradizione orientale, prevedono una sospensione dei rapporti con il mondo esterno per consentire una maggiore focalizzazione sull’auto-ascolto, le percezioni emotivo-corporee e il flusso del pensiero. Il lavoro psicologico si focalizza molto sulla comunicazione e sulle dinamiche relazionali. Stare nel “duplice contatto” o, come si dice in Gestalt “al confine di contatto” tra Mondo interno e Mondo esterno, rappresenta quindi l’opportunità di esplorare quelle “funzioni del se” nelle quali l’approccio psicologico di tipo gestaltico si incontra con la pratica meditativa che, sempre in Gestalt, si definisce “continuum di consapevolezza”. Caudio Naranjo, in riferimento alla possibilità di integrazione-superamento dei due mpondi della meditazione e della psicologia, afferma come “La Vipassana è una pratica sofisticata di presenza mentale a cui il Buddhismo e il Sufismo settentrionale hanno dato particolare importanza; non è diversa dalla pratica dell’attenzione al qui e ora, che Fritz Perls introdusse senza sapere di star riscoprendo un’antica formula. Benché corrisponda al vero che la Gestalt è una specie di Vipassana interpersonale, ad essa manca il non attaccamento e l’orientamento verso l’insight metafisico. Inoltre in una seduta di Gestalt si dedica poco tempo

 

 

Gherardo Amadei

Mindfulness: cosa (forse) è e cosa certamente non è

 

 

La modalità attualmente più consueta per definire la Mindfulness è quella proposta da Jon Kabat-Zinn: "consapevolezza sostenuta da una attenzione intenzionale, non giudicante e rivolta al momento presente". Ma la chiarezza di tale definizione non estingue la difficoltà di discriminare con precisione cosa sia Mindfulness, poiché non può venir ricondotta ad un concetto univoco in quanto è, per sua natura, una modalità di essere. Inoltre essendo sempre più diffuse applicazioni che a lei si richiamano, è estremamente importante capire anche cosa non è, per evitare che venga usata come una coperta sotto cui porre i più svariati interventi.

 

 

 

 

...... SIAMO IN ATTESA DI RICEVERE LE PRESENTAZIONI DEGLI ALTRI WORKSHOP DAI CONDUTTORI

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Associazione di Medicina e Psicologia per la Ricerca-Azione