OSTEOPATIA

CENTRO CLINICO ITALIANO PER L'ADHD

PER IL BAMBINO E L'ADULTO

OSTEOPATIA

PER IL BAMBINO CON ADHD E DISTURBO DEL COMPORTAMENTO

 

Collabora con il Centro Italiano per l'ADHD il Dott. Alessandro Accorsi, Osteopata, Infermiere Professionale, Socio fondatore della fondazione Come Collaboration Onlus per la ricerca in ambito osteopatico e attuale vice Presidente, Responsabile del progetto Internazionale di solidarietà osteopatica per il trattamento di bambini con disabilità psico fisica "Come for Children”, Socio SIPNEI.

 

Osteopatia e Osteopatia Pediatrica

L’osteopatia è una medicina manuale classificata recentemente come professione sanitaria. Condivide con la medicina convenzionale gran parte delle conoscenze medico-biologiche ma utilizza un sistema di valutazione manuale del paziente, definito valutazione osteopatica, differente dalle valutazioni di carattere diagnostico tipiche dell’atto medico. Il tutto allo scopo di mettere in evidenza la presenza di disfunzioni somatiche, ovvero di distretti corporei con restrizione della mobilità fisiologica da cui possono originare manifestazioni cliniche che interessano il sistema muscolo scheletrico e gli altri apparati (viscerale, endocrino…). La valutazione osteopatica, pertanto, è indirizzata all'analisi dei movimenti corporei allo scopo di evidenziare limitazioni di mobilità delle singole articolazioni. L’osteopatia affronta tali disfunzioni somatiche mediante opportune metodiche manuali, aventi come obiettivo la normalizzazione delle stesse.

 

La filosofia osteopatica nei suoi principi considera l’essere umano quale unità individuale la cui struttura e funzione sono mutuamente e reciprocamente interdipendenti. L’osteopatia, studiando il movimento del corpo umano e delle sue singole parti, si prefigge di arrivare a comprendere, interpretare e interagire con i meccanismi che, dinamicamente, influenzano positivamente o negativamente gli aspetti anatomo-funzionali. La valutazione delle modalità di questa interazione, attraverso l’analisi delle caratteristiche funzionali e di mobilità delle singole componenti, è alla base del concetto prettamente osteopatico di “omeostasi” dei tessuti corporei, presupposto imprescindibile per il riconoscimento e l’identificazione di condizioni cinetiche suggestive di potenzialità lesiva latente oppure immediata. La stessa filosofia osteopatica, pertanto, ha come fine quello di "trovare la salute", promuovendo le potenzialità residue dell’organismo.

 

L’efficacia del trattamento osteopatico emerge dai risultati clinici e scientifici.

 

Il suo valore terapeutico, oltre ad essere testimoniato dagli stessi pazienti, è dimostrato dalle evidenze emerse dalla ricerca scientifica.

 

Il TMO (Trattamento Osteopatico Manipolativo) ha ottimi risultati clinici in ambito neonatale. I neonati con plagiocefalia posizionale – una deformazione morfologica del cranio causata dal parto e da posizionamenti scorretti del neonato – se trattati entro i primi 3 mesi di vita riscontrano una risoluzione del 100% nella maggior parte dei casi. Buoni risultati vengono registrati:

 

rigurgito

reflusso gastro-esofageo

coliche infantili

disturbi del sonno

 

Nell’ambito pediatrico il TMO può essere di aiuto in caso di :

 

otiti medie ricorrenti

nelle problematiche posturali e/o legate alla crescita e allo sviluppo motorio

bambini affetti da disabilità gravi (es. la paralisi cerebrale infantile,spina bifida)

affezioni dell’apparato respiratorio

disturbi specifici dell apprendimento (ADHD, dislessia, disgrafia…)

problematiche ricorrenti ORL (otorinolaringoiatria)

 

Per quanto riguarda il trattamento specifico osteopatico per l'ADHD rimandiamo alla lettura dell'articolo pubblicato dal dott. Accorsi il 6 maggio 2016 in Mente - Psicologia - Psicosomatica, Osteopatia

 

"Difficoltà di attenzione e apprendimento (ADHD). Come l'osteopatia può intervenire in questo campo".

 

Si stima che tra il 3 ed il 5 per cento dei bambini in età scolare sia colpito dall’ ADHD,cioè difficoltà di attenzione e di apprendimento.

 

Alla ricerca delle cause…

C’è poca chiarezza sull’origine di questo disturbo (ADHD),infatti non è chiaro se esso risulti da un ritardo nella maturazione corticale del cervello oppure rappresenti una deviazione completa dal modello di sviluppo tipico.

Un ruolo importante è svolto sicuramente dai fattori genetici che causano una perturbazione nella sequenza evolutiva dell’attivazione e disattivazione di geni che scolpiscono l’architettura corticale

 

Per capire meglio questo problema si deve anche risalire al momento della nascita che è già di per sé un evento molto stressante , impegnativo e “traumatico” per il nascituro.

 

Anche una nascita considerata “semplice” o “veloce” (un parto veloce non sempre significa semplice) crea sollecitazioni enormi sul cranio del bambino. Tali sollecitazioni potrebbero condurre a perturbazioni per il successivo sviluppo del cervello e del corpo. Nei primi periodi di vita l’assestamento non armonioso sia suturale che strutturale delle ossa craniche potrebbe ritardare, limitare o addirittura compromettere lo sviluppo delle strutture situate all’interno del cranio.

 

Non bisogna dimenticare che l’espansione del cranio avviene dietro al spinta del cervello e del cervelletto che crescendo in senso centrifugo, verso l’esterno chiedono spazio alla struttura ossea che dovrà essere in grado di adattarsi.

 

Per questo un’area di minore/mancata elasticità , una zona dove la mObilità cranica è “rallentata” o noon consentita può creare danni nello sviluppo dell’encefalo.

 

National institut of Health (USA): studio su 223 bambini con ADHD

Nel 2007 il National Institutes of Health (USA) ha condotto uno studio su 223 bambini con ADHD, messi a confronto in doppio cieco con altrettanti bambini senza ADHD.

 

In tutti e due i gruppi lo sviluppo delle aree primarie sensoriali e motorie raggiunge il massimo spessore corticale prima delle aree associative. Da questo risultato si capisce che l’ADHD è caratterizzato da un ritardo, piuttosto che da una vera e propria deviazione dal modello di maturazione corticale. Tale ritardo nella maturazione corticale sarebbe più evidente nella corteccia temporale e nella corteccia prefrontale laterale, la quale supporta una serie di funzioni cognitive, come la capacità di sopprimere risposte inappropriate e pensieri, il “controllo” dell’attenzione, la valutazione della ricompensa, il controllo motorio, la memoria di lavoro.

Quindi non possiamo associare l’ADHD ad altri disturbi dello sviluppo neurologico, come ad esempio l’autismo, in cui sembra esserci un cambiamento repentino delle curve di crescita del cervello.

La correlazione tra deficit delle funzioni cognitive e ipoattivazione della corteccia prefrontale in bambini con ADHD è una scoperta rilevante. Contrariamente la corteccia motoria primaria è stata l’unica zona corticale in cui il gruppo ADHD ha mostrato una maturazione un po’ più veloce dell’altro gruppo: questo potrebbe far pensare che la combinazione tra maturazione precoce della corteccia motoria primaria con maturazione tardiva delle regioni motorie di controllo di ordine superiore porti ad uno scarso autocontrollo o un’eccessiva attività motoria, tipici di questa sindrome.

 

Quali segnali ci mandano i bambini?

Ovviamente non è facile capire se il bambino ci sta inviando dei segnali o se ci vuol comunicare dei disagi. Spesso l’esternazione di un disturbo da parte del bambino avviene tramite dei segnali molto aspecifici che possono significare diverse cose.

 

E’ quindi importante conoscere almeno quelli che sono i sintomi e i comportamenti più ricorrenti che possono coesistere in condizioni di ADHD.

 

Nei neonati

  • pianto eccessivo o stizzoso.
  • disturbi del sonno, sonno molto leggero. Anche la veglia frequente può essere un segnale .
  • poppata troppo lenta o debole oppure poppata eccessivamente vorace con la necessità costante di poppare
  • coliche e flatulenza;
  • l bambino per essere “calmato” dai suoi pianti stizzosi preferisce essere cullato in movimento, questo vale sia in braccio che nel passeggino;

 

Dai 12 ai 24 mesi

  • il bambino cerca nel movimento una modalità per alleviare il suo disagio. Quindi i bambini con Adhd tendono a strisciare e camminare precocemente. Anche il tentativo di mettersi seduto è ricercata molto presto.
  • difficoltà all’addormentamento e sonno spesso disturbato, o molto leggero.
  • la dentizione potrebbe avvenire in ritardo e con difficoltà associata ad un posizionamento della lingua non funzionale all’atto della deglutizione e fonazione.
  • è attratto dai giocattoli solo per breve tempo perché preferisce essere in movimento (questo potrebbe in seguito contribuire ad una scarsa capacità di concentrazione).
  • Lo sbattere la testa o tirarsi i capelli anche in maniera abbastanza violenta sono spesso indicatori di stress (sono comportamenti che spesso vengono letti come dei capricci di un bimbo “un po agitato”)

Dai due ai 7 anni

  • Il primo aspetto su cui ricade l’attenzione è il comportamento che tende ad essere teso, irascibile, volubile, con reazioni disinteressate agli stimoli oppure esagerate.
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  • Spesso il bambino ha una “respirazione orale”, cioè respira con la bocca e non con il naso. Anche per questo è soggetto ad ammalarsi a livello delle vie respiratorie (ovviamente non solo i bambini con adhd hanno questa condizione – per approfondimenti consultare l’articolo sulla deglutizione atipica).
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  • La tendenza ad ammalarsi è anche legata ad un sistema immunitario meno forte,immaturo o alterato..

 

La percezione del dolore

nel bambino con ADHD il dolore viene vissuto in maniera anomala a come siamo abituati a considerarlo noi adulti. I disagi presenti fin da piccolo vengono riconosciuti come “normali” dal bambino che c’è cresciuto. Quindi può capitare che il bambino non si lamenti di dolori che invece potrebbero essere un campanello d’allarme per medici e genitori. Il disagio viene comunque manifestato tramite il movimento

 

A scuola

E’ frequente che siano proprio gli educatori e gli insegnanti a rendersi conto per primi che ci sono dei problemi. Questo anche perché può succedere che durante i primi tre o quattro anni di vita il bambino sembra in grado di superare le sue difficoltà e di raggiungere i traguardi. Quando poi nell’età scolare gli impegni richiesti iniziano ad essere maggiori,inizia la difficoltà a stare al passo con i coetanei ed è a questo punto che ci si rende conto delle problematicità legate all’apprendimento.

 

Segnali fisici: dalla postura ai sintomi correlati

E’ proprio nell’età prescolare e scolare che iniziano ad essere visibili dei segnali posturali. Cioè delle manifestazioni fisiche , esteriori che sono la manifestazione di ciò che il bambino ha dentro. Tra i segni fisici visibili e riscontrabili nella postura troviamo delle asimmetrie come ad esempio:

 

  • una spalla viene tenuta più alta
  • la testa viene tenuta inclinata da un lato
  • sembra esserci una preferenza ad osservare e guardare con un occhio rispetto all’altro
  • c’è più difficoltà a girarsi s un lato rispetto all’altro che è invece facilitato
  • L’atteggiamento può essere “goffo” e la camminata e i movimenti insicuri. A volte si note che certi movimenti sono fatti “a scatti” anzichè in maniera fluida ed armonica.
  • difficoltà a scrivere, grafia disordinata

Ci sono dei sintomi fisici che si ripetono nel bambino in età scolare che vive una condizione di Adhd:

 

  • Mal di testa (di solito nella zona frontale e delle tempie)
  • Mal di pancia, stomaco
  • dolori alle articolazioni non ben definiti (il bambino non risce a descrivere un dolore in una zona precisa dell’articolazione e a volte il fastidio si alterna tra articolazioni diverse)
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Il ruolo dell’osteopata

Se si considera, come detto sopra, che l’espansione volumetrica del cranio è data dalla spinta esercitata dalle masse cerebrali che crescono , risulta chiaro come il mantenimento dei giusti spazi a livello delle fontanelle e delle suture all’inizio e di una buona elasticità suturale in seguito, siano fondamentale per un armonia tra contenuto (encefalo) e contenitore (scatola cranica). E’ la seconda che deve adattarsi al primo (e non il contrario),proprio per questo è importante che abbia la possibilità anatomo-fisologica di poterlo fare.

 

L’osteopata, mediante la valutazione palpatoria del cranio, è in grado di rilevare e rimuovere quelle disfunzioni che potrebbero diventare nel tempo un problema. La valutazione osteopatica potrebbe essere fatta già dai primi giorni di vita, volendo già in ospedale e poi a seguire nel periodo successivo.

 

Puntualizzazione: tutti i segnali riportati sopra sono segni aspecifici, che possono essere presenti in tanti bambini; è la copresenza di tali segnali che può far insospettire. Teniamo presente che ogni bambino è diverso e ha dei tempi variabili nello sviluppo. Sarà importante una buona comunicazione tra la famiglia ,il pediatra, gli educatori che passano tanto tempo con i bambini, e le figure medico-sanitarie competenti in queste problematiche.

 

 

Studio clinico

Ruolo del trattamento manipolativo osteopatico nel controllo dei bambini affetti da ADHD

Condotto da Accorsi A., Cozzolino V., Granchelli C., Lucci C., Di Mattia L., Pizzolorusso G., Cerritelli F., Barlafante e presentato al Congresso Internazionale di Osteopatia di Firenze dall’osteopata Alessandro Accorsi.

 

Condotto dagli osteopati dell’AIOT – Accademia Italiana di Osteopatia Tradizionale – e dall’EBOM – European Institute for Evidence Based Osteopathic Medicine – lo studio è stato svolto nell’unità di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Macerata da novembre 2008 a settembre 2009 su 41 soggetti affetti da ADHD, di età compresa tra 5 e 15 anni.

 

Dopo l’applicazione dei criteri di esclusione, sono stati arruolati 28 soggetti divisi equamente nel gruppo di studio e gruppo di controllo.

 

Epidemidologia

Diffusione della sindrome ADHD

 

  • 8 per cento dei casi in America in bambini tra 4 e 17 anni;
  • 62 per cento nel Regno Unito nei maschi e 0.85% nelle femmine;
  • 2 per cento in Italia, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Sanità;
  • 2 per cento in Francia.

Si tratta di una sindrome abbastanza comune e anche uno dei maggiori problemi di salute in termini di costi di gestione sanitaria.

 

La ADHD è una delle più frequenti diagnosi psichiatriche infantili extraospedaliere ed è anche uno dei maggiori disturbi comportamentali dell’età evolutiva.

 

Benché nella conclusione del lavoro presentato da Accorsi si esplicita che siano necessari ulteriori studi su una più ampia popolazione, il risultato ottenuto dimostra come il trattamento manipolativo osteopatico sia in grado di migliorare la condizione sintomatologica di bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione ed iperattività.

 

Metodi

Lo studio è stato condotto con l’utilizzo del test e la regressione multivariata lineare. Tutti i 28 bambini hanno continuato il loro programma di trattamento, consistente in psicoterapia e terapia farmacologica; nel gruppo di studio è stato aggiunto il Trattamento Manipolativo Osteopatico.

 

L’outcome primario dello studio riguardava la differenza pre-post nel test delle campanelle condotto in cieco da uno specialista.

 

Il risultato ha evidenziato come il trattamento osteopatico, insieme al sesso, età ed assenza del trattamento farmaco- logico sia una variabile incidente sul miglioramento della condizione sintomatologica di bambini affetti da ADHD.

 

Commento dell’autore Alessandro Accorsi

L’impatto dell’OMT è stato evidente fin dai primi mesi di studio, ricordo che una delle nostre più grandi preoccupa- zioni all’inizio del progetto di ricerca era legata alla gestione dell’iperattività dei bambini durante le sedute di trattamento.

 

Con nostro grande stupore invece, i bambini spesso si addormentavano durante i trattamenti e con il passare del tempo sembravano capaci di un maggior controllo, tutto ciò era supportato dalle osservazioni dei genitori che riferivano come, in seguito al trattamento, migliorasse nei loro bambini la qualità del sonno e si attenuassero i sintomi di iperattività.

 

In accordo con queste osservazioni sono arrivati poi anche i risultati ottenuti dai test al termine dello studio, si è infatti evidenziata una significatività statistica (0,05) all’analisi univariata per il bells test sull’accuratezza nei bambini che avevano ricevuto il trattamento manipolativo osteopatico.

Sono sicuramente necessari ulteriori studi con maggior numerosità campionaria, randomizzazione del campione e ulteriori test di valutazione per indagare in maniera più dettagliata quanto possa incidere l’omt (trattamento manipolativo osteopatico)

 

Ad oggi ci riteniamo però soddisfatti di questi primi confortanti dati e auspichiamo una sempre maggior collaborazione dell’osteopata in un approccio interdisciplinare sulla via della salute.